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Colori finti della luce nera

Rubrica: Cultura e storia, Autore: Hanka Čermáková
2.3.2010 12:47

Scatola nera – nel linguaggio di aviatori è l’ultima possibilità di come scoprire la verità, nel linguaggio artistico del teatro nero poi il principio di come nascondere la verità.

Il teatro nero è il mondo colorato delle immaginazioni nel quale vale l’unica legge – divertirsi, e divertirsi bene. Per la “camera nera” come viene denominata la forma artistica scura nella cerchia teatrale, le altre regole sono un gioco, un gioco del tutto impudente. Le leggi naturali ivi valgono alla rovescia e sopra il palcoscenico ci volano uomini, gatti e posate, veleggiano in aria sia degli aerostati che armadi con porte che sbattono.

Insomma, il linguaggio del teatro nero sa come fare perchè la teoria di gravità o altre leggi della massa cedano all’immaginazione più folle.

Invisibili che vedono tutto

Se riuscite a trovare nel negozio una quantità sufficiente di stoffa nera di qualità, diciamo circa seicento metri quadrati (tanti ne servono per coprire le pareti di palcoscenico e quelle della sala di Teatro Nero di Praga), potete mettere a punto un “gabinetto nero” anche nella vostra stanza. Però, dovete eliminare tutte le normali fonti di luce e conoscere bene lo spazio dove intendete mettere in scena la vostra opera. Pure gli attori neri imparano, oltre alla sceneggiatura, ad orientarsi nello spazio e non tutti ci riescono, nel buio assoluto. In più, molti di loro sono vestiti in costumi “a tenuta di luce”, guanti e cappucci muniti solamente di fori per gli occhi al fine di ingannare, come figure invisibili, l’occhio dello spettatore.

Infatti, l’unica cosa che si vede nel teatro nero è la luce nera, e nello specifico tutto quello che è dipinto con una particolare vernice fluorescente e illuminato proprio con questa luce “fluorescente”. Noi vediamo, dunque, solo degli oggetti nelle mani invisibili, danzatrice volante con l’aiuto di un “uomo nero” che la tiene in aria, attori incappucciati e decorati con disegni di cranio, torace nudo e granfie.

Più liberi senza parole

Proprio grazie al principio di luce invisibile anche tanti operatori delle luci potevano trovare un bel lavoro nel teatro nero, quelli che volevano imparare i trucchi sull’arte dell’illuminazione a raggi ultravioletti. Tale invenzione, grazie a cui le sceneggiature colorate del moderno teatro nero hanno iniziato a vivere, è connessa agli anni d’oro, anni 60 e 70, e all’epoca degli hippies. E’ diventata uno divertimento, ma in voga, della gente stanca da colori noiosi, che si sforzava di trovare dei colori nuovi come simbolo di libertà. Oggi sono nove i palcoscenici scuri a Praga che lavorano con le caratteristiche fisiche di questa invenzione, Teatro Nero di Praga, teatri WAW e Metro, ed altri.

Altrimenti, la forma nera di rappresentazioni sceniche era nota già nella vecchia Cina e risale al XIV. secolo. Nel XVII. secolo poi si affermò definitivamente nell’Europa e dopo la seconda guerra mondiale iniziò a svilupparsi, in forma attuale, in particolare, in Francia e Repubblica Ceca. Forse per questo motivo la maggior parte di profani crede che si tratta di un fenomeno di origine ceca, il significato del quale fu potenziato dalla censura politica dietro la cortina di ferro.  Anche se, oppure proprio perché, il teatro nero non usa parole, gli attori neri creano delle impressioni, emozioni e storie, lasciando lo spettatore ad interpretare lui stesso il significato nascosto.

Lanterna Magica

La fama dei teatri neri cechi può essere tranquillamente inserita tra eventi precisi dal punto di vista del tempo e della storia. Lo sono particolarmente gli anni 60 e il lavoro del scenografo Jiří Srnec, che ha presentato il suo teatro nero in tantissimi festival mondiali. Le sue attività sono collegate anche al linguaggio multimediale di Lanterna Magica. Questa forma scenica che sfrutta anche alcuni mezzi espressivi del teatro nero non usa parole, ma crea degli abbinamenti tra  proiezioni, danza, musica, pantomima e, ovviamente, luce.

La Lanterna Magica si presenta al pubblico internazionale per la prima volta nell’esposizione mondiale EXPO´58 a Bruxelles segnando un successo strepitoso. Tutto ciò grazie all’originalità del suo spettacolo ma anche alla novità globale. Fu costruito, per i suoi programmi scenici, un proiettore di origine cecoslovacca che consentiva il controllo contemporaneo di più proiettori di film e di diapositive, più schermi e suono multicanale, c.d. Polyekran.

A Bruxelles, la Lanterna Magica contava su Polyekran con sette proiettori per film, otto per proiettare le diapositive e otto schermi. Un’ulteriore fase nella vita della Lanterna Magica è rappresentata dalla partecipazione all’Esposizione mondiale a Montreal canadese nel 1967 ed a Osaka giapponese nel 1970.

Il mondo colorato del dottor Frankenstein

Il raggruppamento praghese ­Teatro Nero di Praga (ACT) ha iniziato, quest’anno, ormai la sua ventesima stagione. Tanti anni fa, produceva sul suo palcoscenico in via Rytířska dei concerti di musica del tardo classicismo accompagnati con variazioni al tema del magico teatro nero. Le stagioni recenti, però, introducono al programma anche due show traboccanti di colori. Durante lo spettacolo di durata di 70 minuti ­“Colours Dream of Frankenstein”, che è sul programma dell’ACT per la decima stagione, incontrerete, faccia in faccia, non solo il medico sperimentante. Il Frankenstein alla “teatro nero” è ugualmente ossessionato dal creare un uomo artificiale come nel primo libro di Maria Shelley. Ed è precisamente tale per essere coerente col nome dello spettacolo. Il dottore viaggia davanti al sipario nero per incontrare i personaggi degli horror e delle storie gialle con l’aiuto dei quali intende realizzare il proprio piano. Prima di procedere, definitivamente, a dar vita all’omunculo, sveglia anche  Sherlock Holmes oppure Dracula.  

In un altro pezzo teatrale, a colori e sotto la luce nera, il Dottore Faust vende la sua anima al diavolo in fede che per il prezzo minimo raggiunge il Sapere e l’Eternità. A Praga, in piazza Carlo, ci troverete l’edificio connesso alla leggenda faustiana, c.d. „Casa di Faust”, dove fino ad oggi appaiono, a quello che si dice, sull’intonaco della volta, delle macchie di origine inspiegabile.

Anche le altre memorie incise nei muri praghesi saranno interessanti per ogni visitatore della metropoli ceca. Jiří Srnec ei suoi attori hanno trasformato una parte di queste memorie in alcune diecine di minuti dello spettacolo affascinante Ahasvero – Leggende della Praga magica.

Ahasvero - “eterno viandante “ - accompagna lo spettatore per le strade della Praga vecchia dell’era di Rodolfo II, facendo rivivere le vecchie leggende sulla Casa di Faust, sull’imperatore Rodolfo II. ed entrando anche nell’antica storia ebraica di Rabbi Yehuda Löwi e le sue invenzioni – la pietra filosofale e Golem. Grazie a tale spettacolo audiovisivo – abbinamento tra film recitato e la tecnica del teatro nero, il gruppo teatrale ha riscosso un grande successo al festival internazionale a Santander spagnolo.

E alla fine, vanno menzionate le peripezie, che leggevamo sotto il banco scolastico o alla luce di una pila sotto il piumino, di Alice nel paese delle meraviglie.  La scena di Srnec fa vivere dal 1989, mettendoli in scena, i motivi contenuti nel libro omonimo di L. Caroll. Nel repertorio ci sono pure le variazioni alla “teatro nero”: viaggio nel Paese che non c’é sul tema del libro di J. M. Barrie, Peter Pan.

Tecnica brevettata del disegno animato

Life is life!, constata con allegria il Teatro Metro in via Národní. Lo spettacolo non verbale che tratta le “solite” cose quotidiane ci spinge a riflettere, a ridere, ma anche a coinvolgerci nel gioco. Allora potete, durante lo spettacolo, giocare con palloni a colori per farli tornare sul palcoscenico. Intanto, però, sullo sfondo buio le cose disegnate vivono la loro vita. Letteralmente, in quanto il teatro Metro sfrutta la tecnica, brevettata in tutto il mondo, del disegno animato del pittore František Kratochvíl. Delle immagini straordinariamente vitali diventano partner alla pari degli attori, recitando davanti al sipario qualsiasi scena voluta dal regista. 

I palloni fluorescenti vengono lanciati e fatti rotolare dal pubblico anche durante le rappresentazioni del più giovane teatro nero praghese WAW in piazza Venceslao.

Satira in nero

Nonostante il teatro in via Pařížská si presenti come Black – light aggiungendo dopo tale aggettivo senza colori ancora la parola profanata “IMAGE”, gli  argomenti che tratta e la drammatizzazione sono lontanissimi dalla tendenzialità nero bianca. Il drammaturgo non ha lasciato in pace, ad esempio, l’argomento relativo alle invenzioni e il loro apporto incerto per l’umanità. Secondo gli attori dell’escamotage Cabinet, ogni invenzione nuova ci porta un problema, e ogni problema nuovo è risolvibile solo con una nuova invenzione. L’umanità ne è piena.

Si ricorda che sono utili solo le macchine  che sembrano servire a nulla, particolarmente nel caso in cui il manuale d’uso si è perso da qualche parte. Poi, l’uomo si immerge profondamente nella propria fantasia, riflette e, alla fine, la messa in servizio di tale macchina è accompagnata dalla sensazione di un piccolo miracolo. Gli attori neri, prevedono qualcosa in più, perché lavorano troppo spesso in oscurità? Il sipario nero del teatro non va mai aperto, basta un raggio solo e la verità sulle loro buffonerie uscirà alla luce.

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